Intervento dall’interno

Purtroppo, attraverso lo schermo, non è possibile sentire le diverse voci che popolano i molteplici spazi pieni di caratteri che i nostri occhi scrollano ogni giorno. Le moltitudini di schede che il giovane essere umano medio apre ogni giorno sul suo computer sono sempre silenziose, quando lo stesso le legge. Certo, nella sua testa una voce la sente. È la propria, una voce che scorre veloce tra le lettere perfettamente disegnate, che spesso salta da un paragrafo all’altro, annoiata da ciò che trova, ma comunque intenta ad arrivare alla fine, a trovare il senso del discorso, a scoprire quello che il titolo le aveva promesso, prima di cliccarci sopra. Immaginate una voce diversa, sempre femminile, ma diversa, in questo articolo. Perché non è più lo scrittore a farsi leggere dentro la vostra mente, ma un personaggio. Una creazione piuttosto recente, una delle tante idee che è prevalsa sulle altre, o che, forse, ha solo superato la fila, ed ha avuto la fortuna di precedere altro, che ora è lì, in fondo, ma che arriverà prima o poi ad essere primo. La voce dentro la vostra mente si chiama Felicia e, se siete desiderosi di dare anche una forma a questa voce, immaginatela come una ragazza di quasi trent’anni, con una frangia castana che raramente sta al suo posto, occhi verdi e la pelle molto chiara. La mia storia è piuttosto particolare. Per quanto possa sembrare scontato, non lo è. Non tutti i personaggi creati da scrittori sono abbastanza fortunati da poter dire di essere diversi. Io non ne conosco, ma ho sentito dire che certi si assomigliano troppo tra di loro, che non hanno una vita interessante e che, il peggior incubo di un personaggio, annoiano il lettore. Personalmente, spero davvero di non far parte di questi. Per adesso non ne ho una certezza, ma so che la mia creatrice crede molto in me, e se lei ha così tanta fiducia in me stessa, cercherò in tutti i modi di non deluderla. Dicevo, appunto, di avere una storia particolare. Nel mio mondo, i calendari segnano l’anno 2194. Vivo in un appartamento non troppo grande, in uno dei piani più alti di quel grattacielo di vetro parigino che potreste notare in qualsiasi angolo della città vi trovaste. È una fortuna vivere ai piani più alti.

Questi grattacieli, chiamati Centri, hanno una struttura gerarchica anche nella loro componente fisica. Chi svolge i lavori più umili, vive più vicino alla terraferma, mentre chi svolge i lavori più importanti per il Sistema, vive più vicino alle nuvole. Cosa rende un lavoro più o meno importante? Beh, lo scopo del Sistema è quello di creare un piano di sopravvivenza per la nostra specie e per il nostro pianeta. Non per essere tragica, ma sta veramente cadendo a pezzi, e l’unico rimasto è quello composto dalle poche città superstiti, tra cui la mia. Quindi, secondo il Sistema, più una persona svolge un mestiere utile a raggiungere l’obbiettivo esistenziale di tutti noi, più ha diritto a vivere nei piani migliori del grattacielo. Praticamente parlando, non cambia poi molto, considerando quante poche ore ognuno riesce a passare a casa propria. Io, la maggior parte del mio tempo, lo passo in laboratorio. Sono un ingegnere chimico del Centro di Parigi, e mi occupo dello sviluppo dei sieri. Non posso rivelarvi altro riguardo il mio lavoro; ho firmato un accordo di riservatezza quando ho finito il mio breve corso da recluta e sono diventata apprendista. Non voglio di certo rischiare il peggio, rivelando segreti che, secondo il Sistema, devono rimanere tali. A volte, quando non sono immersa nel lavoro e ho un po’ di tempo per pensare a qualcos’altro, mi metto a riflettere riguardo quanto sia divertente, e allo stesso tempo strano, il momento in cui alla mia creatrice è arrivata l’idea per la mia storia. Stava guardando un notiziario alla televisione e, nonostante non si ricordi chiaramente quale fu la notizia che le suscitò questo pensiero, il tutto ebbe inizio da “Come sarebbe il mondo senza determinate persone?” Molti di noi, durante il corso della nostra vita, fanno scelte azzardate, molto spesso stupide. Ma come sarebbe il nostro mondo senza quelle scelte? Da lì a poco l’idea si è espansa a macchia d’olio, ed ha preso una piega un po’ diversa da ciò che la mia creatrice si aspettava, ma io e i miei colleghi siamo sicuri che vi appassionerà almeno tanto quanto appassiona noi. Anche perché, è la nostra vita! Se non è appassionante, che vita è?

[Questo articolo fa parte di una strana collaborazione con il mio amico scrittore Fabiano. Potete leggere il suo articolo, dove il suo personaggio Alex ha preso in mano le redini, cliccando qui.]
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  1. Pingback: Intervention from the inside - "Borne back ceaselessly into the past."

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