Dopo il disastro, Sylvia Plath

Attirati dalla calamita del disastro,
si attardano a guardare curiosi, come se la casa
andata a fuoco fosse la loro, o magari in attesa
che a momenti da un armadio soffocato dal fumo
filtri alla luce qualche scandalo;
non vi sono morti o ferite straordinarie
che sazino questi cacciatori di una vecchia preda,
l’usta insanguinata delle austere tragedie.

Mamma Medea in grembiule verde
si muove umile come una comune casalinga
tra i suoi appartamenti distrutti, passando
in rassegna scarpe carbonizzate, poltrone zuppe:
defraudata del rogo e della ruota,
la folla le succhia l’ultima lacrima e se ne va.

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