Gli scrittori non sono davvero persone. O, se lo sono,
sono un sacco di persone che cercano intensamente di esserne una sola.
F. Scott Fitzgerald

Chi sono?
A volte mi chiedo se ho davvero scoperto la risposta a questa domanda. Certo, so cosa voglio, ma è quella lista giusta per me? Immagino questo sia uno dei capitoli principali del manuale “Diventare una persona adulta”. Nel frattempo, parliamo delle basi.
Mi chiamo Alessandra. Fa parte dlla top 20 dei nomi più popolari nel mio paese d’origine, l’Italia, e mi piace, ma sono un’anglofila che preferisce la versione inglese del soprannome, Alex.
Sono nata alla fine del 1994, in un freddo pomeriggio. Mi piace pensare che, il giorno seguente, i fuochi d’artificio fossero una sorta di festeggiamento per il mio primo moto di rotazione sulla Terra, insieme al Nuovo Anno.
Fin da piccola, da quando ne ho memoria e dai racconti della mia famiglia, ho sempre apprezzato la mia stessa compagnia, soprattutto creando storie.
Prima attraverso i giochi, poi con la carta, la mia mente ha sempre creato persone nuove, situazioni nuove e nuovi universi.

Mi ci è voluto un bel po’ per capire che questo tipo di creatività sarebbe stata il fulcro dei miei giorni futuri. Non tutti scoprono da molto giovani cosa vorranno fare da grandi. Io non l’ho mai saputo chiaramente. Ho sempre voluto fare un sacco di cose diverse, e commetto ancora questo errore. Le mie liste sono sempre troppo lunghe. Troppe cose e non abbastanza tempo. O meglio, tempo non propriamente organizzato per farle tutte.
Ora però sono fortunata, nel sapere che ciò che voglio davvero fare è scrivere. Se qualcuno mi chiedesse come mi vedo tra 10 anni, risponderei che l’Alex over-30 dei miei sogni ha il suo studio in un appartamento a Copenaghen, e il suo cellulare continua a squillare e a ricordarle urlando le scadenze di un editore molto paziente.
Ora sto quindi lavorando nel plasmare la futura me, e nel farlo scrivo di tutto ciò che mi fa venire voglia di scrivere, e lo condivido in questo piccolo ma personale cubicolo dell’internet. Da ciò che mi hanno detto, le mie parole amano esplorare la rete.

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